Liquidazione IVA trimestrale: come calcolare quanto versare e cosa preparare per il commercialista (esempio in euro)

Il terzo trimestre si è chiuso il 30 settembre e, se hai la partita IVA in regime ordinario con liquidazione trimestrale, la domanda di queste settimane è sempre la stessa: quanta IVA devo versare a novembre? Il calcolo lo fa il commercialista, ma i numeri glieli dai tu. Se arrivano in ordine, sai in anticipo quanto uscirà dal conto e non scopri l'importo il giorno prima della scadenza. Qui trovi la formula, un esempio in euro e l'elenco di cosa preparare.

A chi serve questo calcolo (e a chi no)

La liquidazione periodica riguarda chi addebita l'IVA in fattura: professionisti, ditte individuali e società in regime ordinario o semplificato. Chi è in regime forfettario non applica l'IVA in fattura e quindi non fa né liquidazioni né versamenti periodici: se è il tuo caso, questo articolo ti serve solo per capire cosa cambierebbe uscendo dal forfettario. Le basi le trovi in Partita IVA senza panico.

La liquidazione trimestrale, al posto di quella mensile, è un'opzione riservata a chi resta sotto determinate soglie di volume d'affari, diverse per servizi e per cessione di beni. Le soglie sono fissate dalla legge e sono state modificate nel tempo: se rientri o meno lo verifica il commercialista sui dati dell'anno precedente.

La formula

IVA da versare = IVA a debito − IVA a credito

  • IVA a debito: l'IVA che hai addebitato ai clienti nelle fatture emesse nel trimestre. Non è un tuo ricavo: la incassi per conto dello Stato.
  • IVA a credito: l'IVA che hai pagato ai fornitori sugli acquisti dell'attività, per la parte detraibile.

Se il risultato è positivo, è l'importo da versare. Chi liquida ogni trimestre per opzione aggiunge una maggiorazione dell'1% a titolo di interessi, che non si paga a parte ma si somma all'importo dovuto. Se il risultato è negativo hai un credito IVA: non versi nulla e il credito si recupera nei periodi successivi secondo le regole che ti indica il commercialista.

Esempio: terzo trimestre di un'attività in regime ordinario

Tutti gli importi sono illustrativi. Un'attività ha emesso tra luglio e settembre fatture per 12.400 € di imponibile, tutte con aliquota ordinaria del 22%, e ha registrato quattro acquisti, per semplicità tutti con IVA al 22% interamente detraibile.

Voce Imponibile IVA 22%
Fatture emesse nel trimestre 12.400,00 € 2.728,00 €
Software e abbonamenti 300,00 € 66,00 €
Attrezzatura 1.500,00 € 330,00 €
Consulenze 800,00 € 176,00 €
Materiali e merce 2.000,00 € 440,00 €
Totale acquisti 4.600,00 € 1.012,00 €
Calcolo Importo
IVA a debito 2.728,00 €
IVA a credito − 1.012,00 €
Differenza 1.716,00 €
Maggiorazione 1% 17,16 €
Da versare 1.733,16 €

Sul conto, nel trimestre, sono entrati 15.128,00 € (12.400 € più 2.728 € di IVA). Di quei soldi, 1.733,16 € non sono mai stati tuoi. Diviso per tre mesi, sono circa 577,72 € al mese da mettere da parte man mano che incassi, invece di cercarli tutti a novembre.

Quando il trimestre chiude a credito

Stessa attività, stesso trimestre, ma con in più l'acquisto di un macchinario da 9.000 € di imponibile (1.980,00 € di IVA). L'IVA a credito sale a 2.992,00 €, più dei 2.728,00 € a debito: il trimestre chiude con un credito di 264,00 €. Non c'è nulla da versare e nessuna maggiorazione, perché l'1% si calcola solo su un importo a debito. Un acquisto importante sposta quindi il risultato del trimestre: saperlo prima aiuta a pianificare la liquidità.

Le scadenze dei trimestrali

  • Primo trimestre (gennaio-marzo): versamento entro il 16 maggio.
  • Secondo trimestre (aprile-giugno): versamento entro il 20 agosto.
  • Terzo trimestre (luglio-settembre): versamento entro il 16 novembre.
  • Quarto trimestre: non ha un versamento periodico separato; confluisce nel saldo della dichiarazione IVA annuale, da versare entro il 16 marzo dell'anno successivo.

Il versamento si fa con modello F24 (codici tributo 6031, 6032 e 6033 per i primi tre trimestri). Se la data cade di sabato o in un giorno festivo, slitta al primo giorno lavorativo successivo. Oltre al versamento c'è la comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA (LIPE), da trasmettere entro la fine del secondo mese successivo al trimestre: per il terzo trimestre 2026, entro il 30 novembre. Di norma la invia il commercialista, con i dati che gli hai fornito tu.

Cosa preparare per il commercialista

  1. Elenco delle fatture emesse nel trimestre, con imponibile, aliquota e IVA separati.
  2. Elenco delle fatture di acquisto, con gli stessi tre dati e una categoria di spesa per ciascuna. Come impostarlo lo trovi nella guida al registro delle spese con partita IVA.
  3. Segnalazione delle spese a uso misto (per esempio telefono o auto): la detrazione può essere limitata, e la quota la stabilisce il commercialista. Come segnalarle lo vediamo in spese a uso misto con partita IVA.
  4. Operazioni particolari: clienti o fornitori esteri, note di credito, fatture senza IVA. Vanno indicate a parte, perché seguono regole proprie.
  5. Totali del trimestre: IVA a debito, IVA a credito, differenza. Se il tuo totale e quello del commercialista non coincidono, è il momento giusto per capire perché.

Se vendi anche su marketplace, ricorda che il prezzo al pubblico è IVA inclusa: quanto pesa sul guadagno lo abbiamo visto nel calcolo del margine reale di un prodotto su Amazon.it.

Tieni il conto aggiornato durante il trimestre

L'errore più comune non è sbagliare la formula: è fare i conti una volta sola, a ridosso della scadenza, con le fatture sparse tra email e cartelle. Registrare ogni fattura quando arriva richiede pochi minuti e ti dice in ogni momento quanta IVA stai accumulando.

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Tutti gli importi dell'articolo sono esempi illustrativi. Scadenze, soglie, aliquote, regole di detrazione e adempimenti dipendono dalla tua posizione fiscale e possono cambiare: verifica i valori aggiornati sul sito dell'Agenzia delle Entrate e confrontati con il tuo commercialista. Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza fiscale.

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