A novembre si versa l'IVA del terzo trimestre. Poi, prima che l'anno finisca, arriva un secondo appuntamento che molti freelance e piccoli e-commerce dimenticano fino all'ultimo: l'acconto IVA di dicembre. Due uscite a poche settimane di distanza, proprio quando le spese di fine anno si sommano. Qui vedi chi lo deve versare, come si calcola con i metodi più usati e quanto conviene mettere da parte già da ottobre, con un esempio in euro.
Chi deve versare l'acconto IVA
L'acconto riguarda i contribuenti IVA che fanno le liquidazioni periodiche, sia mensili sia trimestrali. Si versa con il modello F24, con il codice tributo 6013 se liquidi mensilmente e 6035 se liquidi trimestralmente.
Non lo versa chi non applica l'IVA, a partire da chi è in regime forfettario (se è il tuo caso, trovi le basi in Partita IVA senza panico). E non è dovuto se l'importo calcolato è pari o inferiore a 103,29 €.
La scadenza: il 27 dicembre
Il termine ordinario è il 27 dicembre. Nel 2026 il 27 dicembre cade di domenica: di norma, quando una scadenza fiscale cade in un giorno festivo, slitta al primo giorno lavorativo successivo. Fatti confermare la data esatta dal commercialista e non aspettare l'ultimo giorno.
I tre metodi di calcolo
- Storico: l'88% dell'IVA dovuta per lo stesso periodo dell'anno precedente. Per chi liquida trimestralmente, la base è l'IVA dovuta per l'ultimo trimestre dell'anno scorso, al lordo dell'acconto eventualmente versato allora.
- Previsionale: l'88% dell'IVA che prevedi di dover versare per l'ultimo periodo di quest'anno. Si paga meno se l'attività è calata, ma si basa su una stima: se la stima è troppo bassa, l'acconto risulta insufficiente.
- Analitico: il 100% dell'IVA risultante da una liquidazione delle operazioni effettuate fino al 20 dicembre. Richiede di avere i conti aggiornati a quella data.
Lo storico è il più semplice perché parte da un numero che esiste già: la dichiarazione dell'anno scorso. Gli altri due possono far versare meno, ma vanno scelti insieme al commercialista.
Esempio: storico o previsionale?
Gli importi sono illustrativi. Un freelance in regime ordinario, con liquidazione trimestrale, ha avuto 1.950,00 € di IVA dovuta per il quarto trimestre dello scorso anno. Per il quarto trimestre di quest'anno stima fatture per 9.500 € di imponibile e acquisti per 3.200 €, entrambi con IVA al 22%.
| Voce | Storico | Previsionale |
| Base di calcolo | 1.950,00 € | 1.386,00 € |
| Come si ottiene la base | IVA dovuta 4° trim. anno scorso | 2.090,00 € a debito − 704,00 € a credito |
| Percentuale | 88% | 88% |
| Acconto da versare | 1.716,00 € | 1.219,68 € |
Con il previsionale versa 496,32 € in meno a dicembre. Con lo storico versa di più adesso, ma l'eccedenza non è persa: l'acconto si scala dall'IVA dell'ultimo trimestre, e se ha versato più del dovuto (qui 1.716,00 € contro 1.386,00 € stimati, cioè 330,00 € in più) la differenza resta a suo credito nei conti dell'IVA annuale.
Il rischio del previsionale si vede se la stima sbaglia. Supponiamo che a fine anno le fatture del trimestre siano 11.800 € invece di 9.500 €: l'IVA dovuta diventa 2.596,00 € − 704,00 € = 1.892,00 €, e l'88% di questa cifra è 1.664,96 €. L'acconto previsionale da 1.219,68 € sarebbe stato insufficiente di 445,28 €. Lo storico, con 1.716,00 €, avrebbe coperto anche questo scenario. È il motivo per cui il previsionale ha senso solo con dati di fatturato e acquisti tenuti in ordine durante l'anno.
Quanto accantonare da qui a dicembre
Torniamo all'esempio della guida alla liquidazione IVA trimestrale: per il terzo trimestre il nostro freelance deve versare 1.733,16 € entro il 16 novembre. Se a dicembre sceglie lo storico, prima di fine anno escono:
| Uscita | Importo |
| IVA del terzo trimestre (novembre) | 1.733,16 € |
| Acconto IVA, metodo storico (dicembre) | 1.716,00 € |
| Totale da avere sul conto | 3.449,16 € |
| Da accantonare al mese, ottobre-dicembre | 1.149,72 € |
Con il previsionale il totale scenderebbe a 2.952,84 €, ma solo se la stima regge. In pratica: tieni separata l'IVA che incassi con le fatture, e a ottobre controlla quanto ti serve fino a dicembre, non solo fino a novembre.
Cosa preparare per il commercialista
- L'IVA dovuta per l'ultimo trimestre (o per dicembre) dell'anno scorso, dalla dichiarazione: è la base dello storico.
- Il riepilogo IVA dei primi tre trimestri di quest'anno, con IVA a debito e a credito: serve a capire se l'attività è cresciuta o calata.
- Una stima di fatture e acquisti dell'ultimo trimestre, se vuoi valutare il previsionale.
- Le spese a uso misto già separate, perché cambiano l'IVA a credito (lo spieghiamo nella guida alle spese a uso misto).
- Il saldo del conto su cui accantoni l'IVA: così sai subito se sei coperto.
Un tracker con l'IVA per trimestre già pronta
Per scegliere il metodo servono due numeri: l'IVA dell'ultimo periodo dell'anno scorso e l'andamento di quest'anno. Se registri fatture e spese man mano, li hai in un minuto. Si può fare con un foglio costruito da te, purché IVA a debito e a credito siano separate per trimestre.
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Continua a leggere
- Liquidazione IVA trimestrale: come calcolare quanto versare e cosa preparare per il commercialista
- Registro delle spese con partita IVA: come tenerlo durante l'anno
- Spese a uso misto con partita IVA: come segnalarle al commercialista
- Ritenuta d'acconto: come tenerne traccia durante l'anno e controllare la Certificazione Unica
- Partita IVA senza panico
Tutti gli importi dell'articolo sono esempi illustrativi. L'esempio non considera la maggiorazione dell'1% prevista per chi liquida trimestralmente per opzione né altri casi particolari (inizio o cessazione dell'attività, operazioni esenti). Metodi, percentuali e scadenze possono cambiare: verifica le regole aggiornate sul sito dell'Agenzia delle Entrate e confrontati con il tuo commercialista. Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza fiscale.
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